Ci troviamo nostro malgrado in uno di quei momenti epocali in cui la nostra vita “di prima” viene messa in questione. Chi si sarebbe aspettato tutto questo l’anno scorso o solo qualche mese fa? Assistiamo ogni giorno ad eventi difficili da decifrare, la cui durata e conseguenze non possono essere ancora definite. Cosa ci porterà tutto ciò? Un nuovo modo di vivere, una minor libertà, un’economia diversa? In questi giorni molte sono le ipotesi, ma più di queste, le paure.

Paura di perdere la salute, di soffrire, di disporre di minori risorse e libertà. Le paure ci trasformano, ognuno le vive in modo diverso: depressione, mutismo, conflittualità, colpevolizzazione, frustrazione, disagio, insonnia. Persino disgregazione del tessuto dei rapporti umani nella società.

Se l’evento in sé viene visto in questo modo, nudo e crudo, senza approfondire a mente aperta, la conclusione che ne traiamo è che viviamo in un Universo ostile, nella migliore delle ipotesi indifferente alle vicende umane.

I Veda, patrimonio universale di Conoscenza del genere umano, insegnano che la realtà ha tanti piani di consapevolezza. Il piano ultimo, superiore, descrive un progetto di felicità ed Amore per tutti gli esseri.  Secondo questa Visione, la crisi fa parte della nostra vita incarnata. È inevitabile e spesso giunge in modo del tutto inaspettato a scardinare i nostri schemi e le nostre aspettative.  

Se questa spiegazione vi sembra inaccettabile, un altro modo di descrivere questo insegnamento è che la crisi consente di andare oltre i nostri limiti per ricercare un nuovo equilibrio. La crisi ci rende più forti, se sappiamo coglierne l’opportunità sottesa, dipende tutto da come ci predisponiamo.

 

Tutti noi, esseri incarnati indubbiamente ricerchiamo la felicità, la stabilità, in ultima analisi l’Amore, sentimento che dà senso al nostro tempo. Rifuggiamo la morte, sentendoci destinati ad una dimensione di vita eterna. L’osservazione del contingente, di ciò che accade agli altri e persino l’impermanenza dei nostri conseguimenti, non scoraggiano la maggior parte di noi dal proseguire e sperare. Lottiamo per la vita e la Felicità, ma ognuno la vede e la cerca a modo suo.

È innegabile che la cultura imperante ci bombarda di “dogmi”: siamo solo il frutto della combinazione di elementi chimici. Il pensiero dominante ci colloca ideologicamente nella posizione di servitori della specie, esseri di fatto solo destinati alla procreazione, alla produzione ed al consumo. La visione socialmente più diffusa ci insegna che il successo è solo materiale e che felicità è costituita dal piacere sensoriale; non possediamo alcun valore intrinseco o Nobiltà per il solo fatto di esistere.

Questi sono i dogmi imperanti, ma esiste anche un’altra Visione, sperimentata da ricercatori spirituali e Santi di tutte le Tradizioni autentiche, di tutti i tempi fino ai giorni nostri: da San Benedetto a San Francesco, dal Buddha a Sri Caitanya Mahaprabhu nel Bengala del XVI° secolo, fino ad arrivare ad AC Bhaktivedanda Swami, Santo nato a Calcutta nel 1896 e scomparso nel 1977. Queste grandi personalità suscitano la nostra ammirazione e continuano ad ispirarci con la loro vita ed insegnamenti. Essi dimostrarono attraverso le proprie esperienze che la Felicità e l’Amore esistono al di là delle condizioni contingenti. Infatti, questi Saggi vissero in condizioni di austerità e privazioni, spesso con una salute cagionevole, ma in uno stato coscienziale di perfetta ed imperturbabile Beatitudine.

Nello Yogasutra di Patanjiali, primo trattato di psicologia del genere umano, la cui datazione è ancora incerta (circa due millenni fa), in 196 aforismi viene tracciato un percorso di recupero delle più alte vette di consapevolezza dell’uomo, riportandolo al suo stato originario di equilibrio, serenità profonda e gioia autentica. In pratica, il sogno di tutte le scuole di psicologia moderne. Gli Yogasutra affermano che l’essere umano è molto di più della sua struttura psicofisica, destinata alla trasformazione ed all’inevitabile tracollo.

Gli Yogasutra affermano che lo stato ideale di equilibrio e di benessere perfetti non dipendono da condizioni esterne e nemmeno dalla morte. Le crisi vanno e vengono, l’Essenza Spirituale non muore mai. L’essere umano è destinato a qualcosa di più nobile ed elevato della produzione, del consumo e dipartita, in una dimensione che “più che un luogo è un Logos” (cit. Prof. Marco Ferrini) di beatitudine ed Amore autentici in continua espansione, sperimentabili già in questa vita.

La confusione tra ciò che è e ciò che non è, tra sofferenza e felicità, tra impermanenza ed eternità hanno la loro origine in “avidya”, l’inconsapevolezza di sapere chi veramente siamo. Da questa tutta una serie di identificazioni, di attrazioni, repulsioni e paure che ci trascinano da euforia a sconforto, in un vortice senza fine di instabilità. È possibile fermare tutto questo.
Lo strumento principe è la meditazione.  Termine usato spesso a sproposito, di cui non tutti ne conoscono il vero significato, la meditazione consente di penetrare strati sempre più profondi di comprensione della realtà, fino ad accedere a trasformazioni di consapevolezza in cui cadono le maschere e le identificazioni temporanee.

Gli Yogasutra postulano diversi livelli di conoscenza della Realtà, degli oggetti e delle persone, chiamati Bhumi: più la meditazione diventa concentrata e profonda, più la dimensione ultima di ogni cosa si rivela nel suo intrinseco, luminoso splendore, fino a rivelarne l’Essenza, imperitura ed affascinante.

Quale è il vantaggio? Quello di conquistare livelli di stabilità e senso del vivere sempre più forti, fino a giungere, nei casi di maggior successo, ad una piena visione del Reale che scardina i livelli mentali, persino di tempo e di spazio. Una meditazione di successo sul Divino, quindi, ci dà accesso a Realizzazioni che impreziosiscono la nostra vita in un modo che nessuna moneta al mondo potrà mai pagare. In tale stato coscienziale, la crisi si svuota di drammaticità ed è ridimensionata a temporaneo incidente di percorso, nel nostro lungo viaggio verso l’Amore.

Se avete letto fino a questo punto, potreste chiedervi come avere accesso a questo metodo. La risposta è che il Centro Culturale Karuna organizza percorsi, ora anche online, incentrati su questi insegnamenti, nonché sessioni di meditazione, tenute da docenti che hanno sperimentato nelle loro vite i benefici di queste pratiche.

Potete ritrovare questi insegnamenti anche nei nostri Audiocorsi, a cura del Dr. Fabio Manfredi, formatore, counselor, insegnante di Yoga e meditazione.

Articolo di  Giovanni Codello, counselor ed insegnante di meditazione.